Chi l'ha detto che una sposa deve per forza essere tradizionale?
Chi l'ha detto che una sposa deve per forza essere tradizionale? Lucia, la nuvize, con la sua meraviglia di vestito ricamato di fiori, i suoi tatuaggi in mostra e quella sua gioia contagiosa mentre si prepara.
Adoro i preparativi perché raccontano la verità, senza filtri o l'ansia della scaletta. C'è solo spazio per i sorrisi veri, le lacrime trattenute a stento e la felicità pura di viversi ogni secondo. Una sposa unica, fiera e splendida, che sono davvero felice di aver raccontato con la mia macchina fotografica.
“Viodici cressi”, vederla crescere. È una sensazione unica quando c'è di mezzo un legame così forte, reso ancora più speciale dall'amicizia che mi lega a sua sorella. Dietro quell'obiettivo non c'era solo una fotografa, ma qualcuno che le ha voluto bene fin da piccola.
E a volte, le parole che arrivano dopo valgono più di mille scatti.
Come quando Lucia mi ha scritto:
«Le tue parole mi hanno commossa profondamente. Attraverso il tuo obiettivo hai catturato una Lucia che spero un giorno di riuscire a vedere ed accogliere anche io. Grazie per avermi fatta sentire così bella in ogni sfumatura di quel giorno. Sapere che dietro quella macchina fotografica c'era una persona che mi ha vista crescere, ha reso un momento così intimo qualcosa di infinitamente speciale. Grazie di cuore.»