Non È Mai Troppo Tardi Per Esserci In Una Fotografia
Ci sono donne che mi dicono: «Ormai è tardi». Altre che sorridono, ma subito dopo abbassano lo sguardo e aggiungono: «Meglio evitare». Spesso sono mamme. E spesso, mentre lo dicono, hanno accanto figli che non sono più bambini.
Succede qualcosa, a un certo punto. I figli crescono, il corpo cambia, lo sguardo su di sé diventa più severo. Le fotografie iniziano a fare paura. Si rimandano. Si pensa: lo farò più avanti, quando mi sentirò meglio, quando sarò più a mio agio.
Ma la verità è che quel momento perfetto non arriva quasi mai.
Le fotografie non servono a fermare una versione ideale di noi. Servono a ricordare che c’eravamo. Che in quel tempo, con quel corpo, con quelle emozioni, eravamo lì. Accanto ai nostri figli.
Quando i figli crescono, anche il legame cambia. Diventa meno rumoroso, meno evidente. Non c’è più bisogno di tenere la mano per attraversare la strada, ma resta una presenza silenziosa, profonda. È un legame che spesso non viene più fotografato, come se non fosse abbastanza “visibile”.
E invece è proprio in questa fase che merita attenzione. Perché racconta qualcosa di vero. Di maturo. Di condiviso.
Durante una recente sessione mamma–figlia, la mamma mi ha detto più volte di non sentirsi a suo agio in alcune immagini. Non si riconosceva. Si vergognava un po’. È una frase che sento spesso, e che accolgo sempre con rispetto.
Il mio lavoro non è convincere qualcuno a piacersi a tutti i costi. È creare uno spazio sicuro, in cui potersi vedere senza giudizio. E scegliere, insieme, quali immagini raccontano davvero quella relazione.
Non tutte le fotografie devono essere mostrate. Non tutte devono essere pubbliche. Ma tutte hanno valore, perché parlano di un tempo che non tornerà.
Non è mai troppo tardi per entrare in una fotografia con i propri figli. Anche – e forse soprattutto – quando non sono più bambini. Quando il legame non ha bisogno di spiegazioni, ma solo di essere raccontato piano.
Se stai rimandando da tempo, se senti che «ormai è passato il momento», forse non lo è. Forse è semplicemente cambiato. E merita comunque di essere ricordato.